Un numero sempre maggiore di aziende sta utilizzando lo strumento del gioco per selezionare i candidati, formare i propri dipendenti, valutare le performance, coinvolgere e motivare le proprie risorse.

La Gamification introduce sul posto di lavoro elementi come il divertimento, la competizione sana e la passione per il gioco.

Ma entriamo nel dettaglio:

Formazione

Distanziandosi dai soliti corsi, il più delle volte caratterizzati da una comunicazione unidirezionale, la Gamification permette alle imprese di rafforzare la motivazione e migliorare le performance dei propri dipendenti sfruttando le dinamiche tipiche dei videogiochi.

Il ricorso ai premi, agli obiettivi da raggiungere e sbloccare, le ricompense, se applicati all’ambito lavorativo e in special modo alla formazione del personale, stimolano i dipendenti a una competizione “positiva” e alla predisposizione a migliorarsi. Gratificare i propri collaboratori grazie al gioco favorisce l’apprendimento e crea un coinvolgimento difficilmente raggiungibile con altri strumenti di formazione.

«Aggiungere un elemento di gioco ai normali processi lavorativi, incoraggia i dipendenti a sfidare i colleghi e confrontarsi su tematiche che vanno oltre i propri compiti quotidiani, stimola a ragionare fuori dagli schemi, contribuendo allo sviluppo del pensiero strategico e della capacità di leadership . Spiega Luigi Di Napoli, Manager Hays Experts. Infine, se accompagnato da un adeguato sistema di ricompense, il gioco gratifica i dipendenti e ne aumenta l’autostima, andando a incidere positivamente sulle performance di business.

La Selezione del personale:

Il gioco è utilizzato in questo ambito per tracciare il comportamento dei candidati, facilitando l’individuazione delle loro abilità cognitive e competenze trasversali. L’immersione e il coinvolgimento dell’utente rendono più naturale e spontanea la determinazione della personalità dei candidati facendo emergere fattori che spesso durante un normale colloquio tendono a rimanere nascosti o che difficilmente potrebbero palesarsi dalla semplice analisi del cv.

Attraverso il gioco è possibile mettere alla prova i futuri dipendenti nei modi più svariati creando situazioni ad-hoc libere o strutturate secondo le caratteristiche delle aziende e i profili che di volta in volta ricerca.

Ad esempio :
Marriott – una delle imprese pioniere in quest’ambito – si è avvalsa di una cucina virtuale, nella quale i candidati (giocatori) devono decidere che menù creare, che ingredienti ordinare, trattare con i fornitori, fare una strategia di tre mesi, trattare con un cliente insoddisfatto, risolvere situazioni inaspettate ecc.

Ma quali sono i principali vantaggi dell’utilizzo di giochi nella selezione del personale?

Facilita la valutazione delle reali skill: Facilita la rilevazione di alcune attitudini e competenze, come la gestione delle emozioni, l’ascolto, la comunicazione, la gestione dei conflitti e la negoziazione, che risulta più difficile con il colloquio, con la somministrazione di un test o, ancor peggio, con la semplice lettura del curriculum.

Riduce i costi operativi: per ogni posizione aperta, il recruiter si trova a spulciare fra decine, centinaia di CV, troppo spesso inviati senza una reale conoscenza del ruolo per cui ci si sta candidando. Risultato? Uno sforzo smisurato e spese eccessive. Affidare la prima scrematura ad un’automazione attentamente studiata, permette all’azienda un tangibile risparmio fin dal primo utilizzo.

Attira ed esamina più candidati: un metodo innovativo – e ancora poco sfruttato – incuriosisce e cattura l’interesse di un numero superiore di candidati rispetto ai metodi tradizionali. Inoltre, la ricerca ha solitamente tempi molto stretti e una piattaforma online di Gamification consente di esaminare un numero potenzialmente illimitato di players, accorciando i tempi di selezione.

Aumenta l’engagement sin dal primo contatto: non è solo il candidato a dover far colpo sul recruiter, ma anche l’Azienda deve saper conquistare i talenti migliori. Presentarsi con un approccio innovativo è sicuramente un buon punto di partenza, soprattutto se parliamo di entry-level riservati perlopiù ai millennials, che nel 2025 varranno il 75% della forza lavoro mondiale.

In ultima analisi è lecito chiedersi se la Gamification potrà essere utilizzata in tutti i settori (pubblico e privato, della ristorazione, farmaceutico, ecc.), e se siamo di fronte a una progressiva automatizzazione del processo di selezione, per cui i tradizionali percorsi formativi per la gestione delle risorse umane, andranno rivisti in funzione di questa trasformazione.

 

CASE STUDIES MSC CROCIERE: RICERCA DEL PERSONALE TRAMITE UN GIOCO ONLINE

L’azienda, in collaborazione con l’agenzia creativa We Are social, ha realizzato il gioco “Inner Island” per rinnovare il processo di selezione dei candidati, in modo che questi potessero veramente mostrare il proprio potenziale.

Il gioco si articola in diversi livelli, a cui si accede previa iscrizione tramite il proprio account di Facebook, suddivisi nelle quattro aree che caratterizzano la vacanza perfetta: benessere, intrattenimento, destinazioni e food&beverage. Prima di cominciare a giocare, tuttavia, il candidato deve rispondere ad un quiz a risposta multipla che serviva alla compagnia per delineare il profilo del giocatore, le preferenze gastronomiche, l’indole, etc.

Per testare le capacità logico-matematiche dei candidati sono stati inclusi anche degli short games specifici, che però potevano essere saltati.

Alla fine si accede all’ultimo livello del gioco, in cui inizia la vera e propria fase di recruitment: la compagnia, dopo aver dato le opportune istruzioni ai partecipanti, chiede loro di presentare un’idea che migliori una delle quattro aree tematiche elencate prima.

Questo videogame non è solo un semplice “gioco”, perché ha rappresentato per l’azienda uno strumento di screening efficace e per i candidati un modo divertente e creativo per vincere uno stage in una delle sedi della compagnia.

 

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